Iniziative

Progetto Trasporto

DALLA CASA ALL’OSPEDALE PER SEGUIRE LE CURE

L’attenzione di Cancro Primo Aiuto a garantire ai malati la possibilità di seguire le cure necessarie per guarire ha spinto l’associazione a dar vita da alcuni anni al Progetto Trasporto. Ci si è accorti, infatti, di come una delle problematiche che interessa i malati che vivono in località di montagna è quella di raggiungere le strutture ospedaliere dove curarsi. Una difficoltà ancor più accentuata per coloro che hanno un cancro, visto che sono costretti a sottoporsi a lunghi cicli di chemioterapia o, soprattutto, radioterapia: per cui hanno bisogno di recarsi in ospedale anche tutti i giorni, magari per diverse settimane, e non sempre hanno a disposizione amici o parenti che possano dedicare a questo impegno così tanto tempo, perché le distanze sono significative.
Per andare incontro a questo bisogno, Cancro Primo Aiuto ha dato vita a un servizio di trasporto dei malati, dall’abitazione all’ospedale. Il progetto è presente da diversi anni in Valtellina: l’associazione brianzola si impegna ad acquistare i veicoli (auto o pulmini) necessari al trasporto e a sostenerne economicamente la manutenzione, mentre le associazioni locali assicurano i volontari per guidare i mezzi. Succede, ad esempio, con la Croce Rossa di Sondrio ala quale sono stati donati un pulmino e un’auto: il primo per trasportare, ogni giorno, decine di ammalati su e giù per la Valtellina verso gli ospedali di Sondrio e Sondalo; la seconda per trasportare i malati di cancro valtellinesi che hanno bisogno di cure particolari in ospedali brianzoli e milanesi o in altre parti di Lombardia. E questo vale anche per altri territori, in provincia di Bergamo, di Lecco, ma anche in Brianza. A questo scopo, nel solo 2018 sono state regalate diverse vetture: all’Associazione Oncologica Bergamasca per il trasporto dei malati verso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo; all’Aicit lecchese verso l’Ospedale Manzoni di Lecco; all’Auser di Monza verso gli ospedali e i centri di recupero brianzoli.

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